Curiosità sulle comete

Anche la primavera 2026 ci riserva spettacoli cometari da non perdere. La cometa C/2026 A1 (MAPS), scoperta il 13 gennaio 2026 dall’Osservatorio AMACS1 nel deserto di Atacama (Cile), raggiungerà il suo perielio il 4 aprile 2026, passando a soli 160.000 km dalla superficie del Sole.

Appartiene alla famiglia delle comete di Kreutz, le cosiddette sungrazer, e potrebbe diventare straordinariamente luminosa o disintegrarsi completamente a causa del calore. Pochi giorni dopo, la cometa C/2025 R3 (PanSTARRS) raggiungerà la massima vicinanza alla Terra il 26 aprile 2026, con possibilità di toccare magnitudine +2,6 – simile alla stella Vega – e diventare visibile a occhio nudo nel cielo del crepuscolo.

Il 1° luglio 2025 il telescopio ATLAS in Cile ha scoperto 3I/ATLAS, il terzo oggetto interstellare confermato a transitare nel Sistema Solare (dopo 1I/’Oumuamua e 2I/Borisov). Non proviene dalla fascia di Kuiper né dalla Nube di Oort, ma da fuori del Sistema Solare, con un’orbita iperbolica e una velocità di 68 km/s. Uno studio su Research Square (attualmente in revisione per Nature) stima che possa avere tra 10 e 13,6 miliardi di anni, rendendola potenzialmente la più antica cometa mai osservata.

Volete scoprire altri fatti interessanti sulle stelle comete? Eccovene alcuni.

  • Una cometa è relativamente piccola se si pensa ai corpi spaziali ed appartiene alla formazione del sistema Solare, è quindi un oggetto interno che vaga nel sistema solare secondo un periodo. Mostra la tradizionale scia di polvere e ghiaccio, detta “coda” visibile a occhio nudo.
  • La coda della cometa si crea in prossimità del Sole, quando si avvicina alla stella la forte attrazione gravitazionale della stessa e il calore che riceve iniziano a trasformare gli elementi presenti al suo interno, tra cui acqua, in gas (attraverso la sublimazione).
  • Le comete, infatti, sono corpi di ghiaccio, polvere e formazioni rocciose di piccole entità.
  • Il nome “cometa” viene dalla parola greca che significa ciuffo della testa. Per Aristotele le comete erano le stelle con il ciuffo.
  • Le comete periodiche hanno un periodo orbitale inferiore ai 200 anni. Ma altre comete hanno tempi “di ritorno” verso il centro del sistema solare, molto più lunghi. Per questo è difficile vedere la stessa cometa due volte.
  • La cometa più famosa della storia è la cometa di Halley che ha un periodo breve, è visibile dalla Terra ogni 76 anni e compie l’intero percorso orbitale in meno di 200 anni.
  • Un’altra cometa entrata nella storia recente è la C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS), nota come la Grande Cometa del 2024. Proveniente dalla Nube di Oort, ha raggiunto il perielio il 27 settembre 2024 e il 9 ottobre ha toccato una magnitudine di −4,9, diventando visibile a occhio nudo anche di giorno per qualche ora. È stata uno degli eventi astronomici più spettacolari degli ultimi decenni.
  • È famosa per essere particolarmente luminosa e riconoscibile, grazie alla sua lunga scia.
  • Un’altra celebre cometa è stata la Shoemaker-Levy 9 che purtroppo si è schiantata contro il pianeta Giove nel luglio del 1994. Questo evento ha consentito agli astronomi di osservare in diretta uno scontro tra corpi del sistema solare, molto raro, in queste dimensioni.
  • I frammenti più grandi della cometa che ha colpito Giove erano di 2 km, infatti la cometa era stata frantumata dalla potente gravità del pianeta (il più grande del sistema solare). La velocità di impatto è stata di 60 km al secondo e ha lasciato delle cicatrici profonde sulla superficie di Giove.
  • Se la cometa Shoemaker-Levy 9 si fosse scontrata contro la Terra, avrebbe provocato probabilmente l’estinzione di tutte le forme viventi.
  • Proprio il programma telescopico automatizzato ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), creato anche per prevenire impatti di questo tipo, ha compiuto il 1° luglio 2025 una scoperta storica: la cometa 3I/ATLAS, il terzo oggetto interstellare mai avvistato nel Sistema Solare, dopo ‘Oumuamua (2017) e 2I/Borisov (2019). Proveniente da fuori del Sistema Solare, viaggiava a circa 68 km/s – velocità troppo elevata per essere legata dalla gravità del Sole – e ha raggiunto il perielio il 29 ottobre 2025, tra le orbite di Terra e Marte. Uno studio attualmente in revisione su Nature ipotizza che possa avere tra 10 e 13,6 miliardi di anni, rendendola potenzialmente la cometa più antica mai osservata.
  • Questo impatto ha confermato il fatto che molti dei crateri presenti nei corpi celesti rocciosi, tra cui la Luna, ma anche la Terra, non derivano da vulcani spenti, ma da impatti meteorici anche di grandi dimensioni, come una stella cometa.
  • Si pensa che l’acqua presente negli oceani derivi proprio da impatti con comete. Gli scienziati ritengono che una cometa abbia colpito il nostro pianeta, precisamente sul Sahara orientale, in Egitto, 28 milioni di anni fa.
  • Questi impatti sono più rari perché i pianeti, con il passare del tempo, hanno ripulito la loro orbita. Inoltre la Terra appartiene al sistema solare interno, protetto in qualche modo dall’enorme gravità di giganti come Giove e Saturno, che fungono da calamite nei confronti dei grandi asteroidi.
  • Gli astronomi hanno catalogato migliaia di comete: un numero in rapida crescita grazie ai moderni telescopi automatizzati come ATLAS, Pan-STARRS e ZTF. Nel solo 2024, la NASA ha identificato altre sette comete oscure, portando a 14 il totale di questi oggetti enigmatici che mostrano deviazioni orbitali inspiegabili con la sola gravità, ma appaiono del tutto prive di coda visibile. La loro scoperta sta ridefinendo la classificazione dei corpi minori del Sistema Solare. In totale, si stima che le comete nel solo Sistema Solare siano centinaia di milioni.
  • Tutte le comete ruotano intorno al Sole. Le comete di breve periodo, quelle periodiche, provengono dalla fascia di Kuiper, una zona remota del sistema solare, situata al di là dell’orbita di Nettuno. Le comete di lungo periodo, con cicli superiori ai 200 anni, invece provengono dalla Nube di Oort, una nube circolare abitata solo da comete all’estremità del sistema solare.
  • Avvicinandosi al Sole le comete contribuiscono alla formazione delle piogge meteoriche, come le Perseidi.
  • Le comete possono esplodere o estinguersi a causa della forte gravità del Sole, contro il quale finiscono per scontrarsi.