Ad oggi il mercato dei sistemi di sicurezza per case e negozi e di videosorveglianza si è notevolmente arricchito: i trend del settore confermano che non si cerca più solo un singolo dispositivo, ma soluzioni integrate che uniscano allarme, telecamere, app di controllo remoto e servizi di monitoraggio professionale H24, a seconda delle proprie esigenze e del proprio budget.
Una delle grandi domande che ci si fa quando si deve optare per il sistema di sorveglianza per la propria casa è: meglio scegliere l’allarme perimetrale o optare piuttosto per le classiche telecamere nascoste?
Innanzitutto vediamo la differenza fra i due sistemi.
Le telecamere nascoste sono di dimensioni più piccole di quelle classiche per poter essere agevolmente celate, ma possono essere altrettanto potenti a seconda del modello. I modelli più recenti integrano intelligenza artificiale in grado di rilevare comportamenti sospetti in tempo reale, distinguere persone da animali e inviare notifiche automatiche sullo smartphone.
Differente è invece l’allarme perimetrale, che consiste nell’allarme che viene installato appunto, come da nome, sul perimetro della casa. Questo significa che può essere esterno alla casa oppure comprendere anche il giardino, e in sostanza si attiva al semplice passaggio di un intruso, nel momento in cui sia acceso. Questo tipo di sistema non solo segnala la presenza di un intruso ma incentiva anche la loro fuga perché attiva un segnale sonoro.

In genere l’antifurto perimetrale viene utilizzato se si deve sorvegliare uno spazio estremamente ampio (pensiamo ad esempio ad una scuola, ad un magazzino, ad un’azienda, ad una casa con un parco di grandi dimensioni). In tutti questi casi, quando l’area da tenere sotto controllo è oggettivamente grande e munirsi di un grosso numero di telecamere sarebbe scomodo e dispendioso, ecco che la soluzione migliore può essere quella dell’allarme perimetrale. Il tipo di allarme poi può segnalare l’intrusione anche direttamente alla Centrale Operativa la quale può inviare un’allerta alle guardie giurate, oltre che al proprietario dell’abitazione che subito rileva l’intrusione.
L’antifurto perimetrale ha i suoi vantaggi: è sempre in funzione, anche se ci si allontana di casa per un certo periodo; protegge bene la casa grazie alla tecnologia infrarossi che rileva ogni tipo di intrusione; è disponibile anche nella modalità senza fili e non ha limiti di uso.
Tuttavia questo tipo di allarme si sposa meglio con le grandi proprietà e quando si deve tenere sotto controllo uno spazio veramente ampio, negli altri casi è meglio optare per la soluzione classica delle telecamere nascoste che possono rilevare facilmente un’intrusione, senza spendere troppo come avviene per l’acquisto di un allarme a perimetro.
Se si opta per il classico sistema di videosorveglianza con le telecamere, bisogna assicurarsi che esse siano a visione a infrarossi e che consentano una buona visione notturna.
Le telecamere spia da esterno si trovano oggi in diverse fasce di prezzo: i modelli base partono da circa 40–80 €, quelli di fascia media con campo visivo ampio e controllo remoto si attestano tra 100 e 140 €, mentre i sistemi completi con AI integrata possono superare questa soglia.
Per l’antifurto perimetrale, invece, una barriera a infrarossi costa dai 80 ai 280 €, mentre un impianto completo per una villetta può arrivare tra 1.500 e 2.500 €. Ecco perché conviene sempre richiedere preventivi personalizzati per entrambe le soluzioni.
Telecamere smart e intelligenza artificiale: la svolta del settore
Uno degli elementi che ha maggiormente trasformato la videosorveglianza domestica negli ultimi anni è l’integrazione con l’intelligenza artificiale. Le telecamere AI di ultima generazione non si limitano a registrare, ma analizzano le scene in autonomia: riconoscono volti, classificano oggetti, rilevano comportamenti anomali e possono attivare allarmi prima ancora che si verifichi un danno. Questo le rende strumenti di prevenzione attiva, non solo di registrazione passiva. Secondo le previsioni del settore per il 2026, questi sistemi evolveranno ulteriormente verso veri e propri agenti AI capaci di valutare situazioni complesse e generare allarmi mirati in tempo reale.
Telecamere di sorveglianza e GDPR: cosa sapere
Prima di installare un sistema di videosorveglianza, è fondamentale conoscere le regole sulla privacy. In Italia la normativa di riferimento resta il GDPR (Regolamento UE 2016/679) integrato con il Codice della Privacy (D.lgs. 196/2003). Nel 2025 il Garante per la Protezione dei Dati Personali è intervenuto con il provvedimento n. 433 del 17 luglio 2025, sanzionando l’installazione di telecamere senza cartelli informativi visibili e la ripresa di aree pubbliche.
Le regole essenziali da rispettare sono: esporre il cartello “zona videosorvegliata” ben visibile; limitare il campo visivo alle sole aree di propria pertinenza, evitando strade o proprietà altrui; conservare le immagini per un periodo limitato, in genere non superiore a 72 ore; e garantire che l’accesso alle registrazioni sia riservato ai soli soggetti autorizzati. In ambito condominiale, è necessaria l’approvazione dell’assemblea con la maggioranza dei millesimi e, in alcuni casi, una valutazione d’impatto (DPIA).
La soluzione ideale resta l’integrazione del sistema di videosorveglianza con quello perimetrale e, dove possibile, con una piattaforma smart home che permetta la gestione unificata da app.
Questa è ormai la direzione del mercato: sistemi modulari che possono crescere nel tempo aggiungendo nuovi sensori, telecamere e funzioni di automazione, senza ripartire da zero. Non sempre il budget è sufficiente per farlo tutto in una volta, ma è consigliabile pianificare l’impianto in ottica evolutiva fin dall’inizio.